Due donne coraggioseDaniela Trichilo “Dinda” e Ida Testa “Harley”, 45 e 42 anni, entrambe ViceCaposquadra di Torino, sono i due Angeli del mese grazie al loro straordinario impegno durante i due mesi del lockdown. “C’era molta paura in giro, abbiamo dovuto scegliere se fermarci o continuare” ricorda Nicoletta Dioguardi “Sharky”, la Coordinatrce. E aggiunge: “Nelle prime, drammatiche settimane siamo rimaste in tre. Tre donne: Dinda, Harley ed io. Abbiamo continuato con la distribuzione dei pacchi alimentari alle famiglie, ma ben presto le chiamate di aiuto sono aumentate. Quindi abbiamo dovuto cercare, in tutti i modi, qualcuno che ci donasse cibo. Per fortuna molti ci hanno fatto donazioni, così siamo riuscite a fronteggiare la richiesta”. Ci sono state anche persone che hanno cucito e donato mascherine agli Angeli, che a loro volta le hanno regalate ai senzatetto e alle famiglie in difficoltà. “Abbiamo anche donato coperte e cibo ai dormitori – ricorda Sharky. E aggiunge: “Siamo riuscite a donare mascherine e disinfettanti a un piccolo ospedale della provincia di Torino, che si trovava in difficoltà. Abbiamo aiutato una comunità, che ospitava minori in crisi. Abbiamo portato farmaci agli anziani che non potevano uscire. Abbiamo donato cibo a un canile. E abbiamo fatto tutto questo con il sorriso sulle labbra, sempre”. Tutto questo è stato fatto da tre Angeli: Sharky, Dinda e Harley. Tre donne coraggiose, di cui andiamo tutti fieri.
Ginger
Ginger, l’inventrice delle mascherine per audiolesiOrnella Pozzoni “Ginger”, 52 anni, è da anni impegnata sul fronte della solidarietà. Nel gennaio 2019 contatta l’allora Coordinatore dei City Angels di Lecco, Marco Visentin “Griso”, per donare alla nostra associazione un forno a microonde. E’ l’occasione per conoscere meglio gli Angeli. Ornella se ne innamora e in giugno entra nei City Angels con il nome in codice di Ginger. “A Lecco siamo molto più di un’associazione, o di una squadra: siamo una famiglia” dice. E aggiunge: “Quando vado in servizio, e lascio a casa marito e figli, è un po’ come se passassi da una famiglia all’altra. Trovo amore, affetto e comprensione in entrambe!” Con l’arrivo del Coronavirus, Ginger pensa a come aiutare i sordi. “Tutti dobbiamo portare la mascherina, ma come fanno loro, gli audiolesi, a leggere il labiale?”, si chiede. Si spreme le meningi, e con amore e ingegnosità, insieme con alcune volontarie di Brivio, il suo paese, crea le mascherine per i sordi. Trasparenti davanti alla bocca. Le realizza artigianalmente, le fa produrre da una ditta di sua conoscenza di Cisano Bergamasco, la Tessitura Perego, e le dona a chi comunica con gli audiolesi. Così ci si fa capire rispettando la legge e tutelando la salute. “Ci giungono molte richieste, da tutta Italia: segno che è una buona idea!” sorride Ginger. Che è stata intervistata anche dal Tg1 per questa sua straordinaria invenzione.“Con questa iniziativa Ginger ha dimostrato che gli Angeli sono sempre un passo avanti, e pensano in continuazione a come alleviare i disagi dei più deboli” dice Paola Corti “Spritz”, Coordinatrice di Lecco. E cita le parole di una signora che ha voluto ringraziare Ginger e le sarte volontarie del suo gruppo: “ Accendete la TV….Mettete muto…Guardatela per 20 minuti senza audio…Vedete le immagini…i colori…le persone, ma non capite nulla…panico. Ecco come ci sentiamo noi dalle orecchie difettate.”Queste parole esprimono con chiarezza il disagio che le mascherine con oblò riescono ad alleviare, permettendo alle persone di comunicare, facendo trasparire sorrisi ed emozioni.
Attila, l’Angelo che vale per dieci
C’è un Angelo, a Roma, che pur essendo Vicecaposquadra è a tutti gli effetti il braccio destro della Coordinatrice Roberta Corrias “Bebba”.
Questo Angelo è Attilio Garcea, 45 anni, detto Attila. “Non perché mi ispiri al re barbaro che voleva distruggere Roma, ma perché gli amici storpiavano Attilio in Attila” scherza.
Dal 9 marzo, con l’arrivo dell’emergenza Coronavirus, a Roma gli Angeli operativi restano soltanto due: la Coordinatrice, Bebba. E lui, Attila. Tutti gli altri fanno un passo indietro: o per paura di poter contagiare i familiari, o perché in quarantena.
Così, rimasti soli, Bebba e Attila devono fare non per due, ma per dieci. A testa. E sono operativo ogni giorno, molte ore al giorno. Anche perché continuano ad aiutare i senzatetto sulla strada, donando cibo e vestiti. E inoltre distribuiscono mascherine, disinfettanti, guanti..
“Bebba è stata straordinaria: mi ha trasmesso la carica di non mollare, e con lei siamo andati avanti come un carro armato!” dice Attila.
Su richiesta dei Municipi di Roma i due portano, quotidianamente, generi alimentari ad anziani soli e disabili. Portano in ospedale chi (non essendo malato di Covid) ha bisogno di andarci ma non ha i mezzi. Raccolgono cibo per gli animali del Circo Togni, che rischiavano di morire di fame dopo che il circo non poteva più fare spettacoli. Incredibile che due soli volontari siano riusciti a fare così tanto.
Per fortuna arrivano gli aiuti. Attraverso l’Assessore ai Servizi sociali del Primo Municipio Bebba e Attila ottengono uno spazio adiacente alla Stazione Termini in cui depositare cibo e vestiario da distribuire. E la casa automobilistica Mazda fornisce agli Angeli romani due auto ecologiche con cui poter erogare meglio il loro servizio.
Nei mesi di marzo e aprile gli Angeli di Roma restano in due. Ma valgono per venti. Vengono intervistati da Agorà (Rai3), dalla Vita in diretta, da Repubblica, dal Messaggero, dall’Ansa…
“C’è un’immagine che più di tutte mi è rimasta impressa nel cuore – confida Attila. – E’ quella di un bimbo di tre mesi che dormiva sereno nel suo passeggino. La sua è una famigli indigente, le abbiamo portato più volte il latte per il piccino. Ecco, pensare a quel cucciolo mi dà la motivazione ad andare avanti. In due.”
Oggi molti Angeli di Roma hanno ripreso il servizio. Ma i due mesi passati resteranno per sempre indelebili nella memoria di Bebba e di Attila. Che è anche maestro di karate. E ci dedica una frase che il suo maestro giapponese gli dedicò: “Non pensare a dove puoi arrivare, ma provaci sempre!”
Bebba, la Coordinatrice di Roma, ha avuto ed ha in Attila un appoggio indispensabile: “Siamo partiti in questa emergenza con zero appoggi e zero strumenti, solo io e lui – dice commossa. – Lui non mi ha mai abbandonato. Siamo sempre stati insieme, sette giorni su sette. Io ho dato la carica a lui, e lui a me… insieme siamo una forza!”
Trilly e Bobò, Angeli in prima linea contro il coronavirus e per gli anziani soli
Lo sappiamo tutti: Bergamo è la città che sta pagando il prezzo più caro al coronavirus. Migliaia di contagiati, centinaia di morti… la città è in ginocchio.
E proprio perché c’è bisogno di Angeli, gli Angeli di Bergamo ci sono. Più che mai. Guidati dal Coordinatore Francesco Graziano “Night”, circa la metà dei 40 volontari prosegue nella sua attività umanitaria. Tutti i giorni, 7 giorni su 7. Con coraggio pari alla loro generosità.
I City Angels bergamaschi fanno due cose: tengono aperte due mense dei poveri, l’una a pranzo e l’altra a cena; e poi, accogliendo l’appello del Comune, si sono subito resi disponibili per la consegna della spesa e dei farmaci agli anziani soli.
Tra i tanti anziani seguiti amorevolmente dagli Angeli c’è la signora Mariuccia, di quasi 90 anni. Cammina a fatica, necessità di aiuto in quanto sola. Infatti il figlio è bloccato all’estero e non può tornare. Mariuccia viene seguita ogni giorno da due Angeli speciali. Due donne: Rossella Foglieni “Bobò” e Marilisa Schenatti “Trilly”. Bobò la contatta telefonicamente più volte al giorno, per farle compagnia; mentre Trilly va a trovarla, sempre con le debite precauzioni. E passa molto tempo con lei.
Nella seconda metà di marzo Mariuccia cade in casa per due giorni consecutivi. Rimane per terra, impotente: non riesce a rialzarsi e non può chiamare aiuto, perché l’unico telefono della casa è in cucina. Irraggiungibile.
Per fortuna Trilly e Bobò si accorgono subito che qualcosa non va. L’anziana non risponde al telefono, e loro chiamano subito il soccorso e corrono subito da lei. Chissà come sarebbe andata a finire se la signora Mariuccia non avesse avuto questi due Angeli al suo fianco!
Da allora la vicinanza a Mariuccia è ancora più stretta. Trilly passa giorni interi e anche alcune notti con lei, per sincerarsi che stia bene.
“Trilly e Bobò sono due persone con un cuore enorme e una disponibilità unica – dice il loro Coordinatore, Night. – La loro umanità è di esempio per tutti noi!”
Bobò è entrata nei City Angels nel gennaio 2018. “Sono in auto quarantena, perché ho avuto contatti con persone che lavorano in terapia intensiva e sono a rischio; e avendo una mamma 90enne ho ritenuto opportuno isolarmi pe tutelarla” ci dice. Ma dalla sua quarantena autoimposta Bobò si rende comunque utile con il suo supporto telefonico quotidiano. Ore al telefono per parlare non solo con la signora Mariuccia, ma con decine di anziani soli. Che si trovano in una situazione di disagio sia materiale, sia emotivo. E oltre alle chiamate Bobò fa anche videochiamate.
Nei giorni in cui Mariuccia è caduta e non riusciva a muoversi Bobò è stata la prima ad accorgersene. Non avendo la signora risposto alla sua prima telefonata, ha subito chiamato un amico del figlio che abitava lì accanto e gli ha detto di correre immediatamente da lei. Nel contempo ha chiamato anche l’ambulanza, che è arrivata poco dopo. Sia Bobò, sia Mariuccia si sono rasserenate solo quando sono riuscite a sentirsi al telefono.
Trilly è entrata nella nostra grande famiglia della solidarietà nell’ottobre 2017. Ogni giorno presta servizio sia alla mensa dei Cappuccini che alla mensa dell’Esodo di Don Fausto Resmini, vicino alla stazione delle autolinee di Bergamo. Don Fausto è morto di coronavirus a fine marzo, ma grazie anche agli Angeli la sua mensa per i poveri prosegue.
Trilly segue vari anziani soli e in particolare la signora Mariuccia. Quando finisce il servizio alla mensa dei Cappuccini, verso le 12,30, Trilly va a casa di nonna Mariuccia. Con guanti e mascherina suona il campanello, attende qualche minuto ed ecco Mariuccia, sorridente, alla porta.
Quando Trilly ha saputo da Bobò che Mariuccia non rispondeva al telefono si è precipitata a casa sua. L’anziana era molto spaventata; Trilly le è stata al fianco a lungo e ha dormito vicino a lei. Inoltre la lava quotidianamente, le spalma la crema sulla pelle, le mette i vestiti, le prepara da mangiare…”Come se fosse mia madre, con lo stesso amore!”
Breva, Tita e Nereide
Paolo Selva “Breva”, Stefania Volpin “Tita” e Ivonne Brioni “Nereide” sono i tre Angeli che si prendono cura del clochard Attilio.
Attilio ha 73 anni ed è incontinente. Vaga, da solo, per Lecco. Ed emana un odore poco piacevole. I City Angels sono i suoi unici amici.
Con una coperta il resto della squadra crea un camerino, un luogo dove tutelare la privacy di Attilio. Mentre Breva, Tita e Nereide lo lavano. Gli spalmano pomate lenitive sulla pelle arrossata. E gli cambiano i vestiti. E lo fanno con costanza, ogni pochi giorni.
Breva è Responsabile operativo di Lecco. Tita è caposquadra, Nereide è Vicecaposquadra.
“Attilio è la mascotte dei senzatetto di Lecco, l’emblema del clochard in città – dice Breva. – E’ molto restio a farsi accompagnare al dormitorio della Caritas: non ci sta volentieri, preferisce dormire per strada. Per questo ha bisogno di un’attenzione particolare da parte nostra; un’attenzione rivolta sia alla cura del giaciglio, dove dorme in piazza, sia al suo decoro e alla sua igiene personale”.
Pertanto gli Angeli puliscono con attenzione sia il luogo dove Attilio dorme, sia Attilio stesso. Al mattino riordinano il materasso e le coperte dell’anziano signore, in modo da evitare che qualche netturbino gli porti via tutto.
Breva ricorda anche un altro episodio che ha colpito lui, Tita e Nereide: riguarda due ragazzi, la ventenne Carolina e il trentenne Luca. Fidanzati, stavano da tempo per strada con due cani, i loro compagni inseparabili. Un pomeriggio in cui la squadra era di servizio si sono imbattuti, nel centro di Lecco, in Carolina. Sola con i due cani. Piangeva. Perché il suo compagno era stato portato in caserma dai Carabinieri per accertamenti. E lei era sola, abbandonata. Gli Angeli le hanno fatto compagnia, hanno rifocillato lei e i cani e l’hanno rassicurata, fino a quando Luca non è stato rilasciato.
Un altro momento toccante è stato poco prima di Natale. Carolina e Luca avevano comunicato, con gioia, che sarebbero stati ospiti della famiglia di lui. “Invece una sera, durante il consueto servizio, li abbiamo trovati molto abbattuti. In particolare Luca era arrabbiato e distrutto, perché la sua famiglia aveva cambiato idea: non li voleva più per Natale” ricorda Breva. Così gli Angeli li hanno rincuorati. E hanno portato loro regali di Natale.
“Noi siamo la famiglia di chi non ha famiglia, e la nostra esperienza sulla strada dimostra che spesso le situazioni di disagio derivano da problemi familiari” dice Paola Corti “Spritz”, neoCoordinatrice di Lecco. Che ha parole di ammirazione e affetto per Breva, Tita e Nereide. E per tutti i suoi Angeli: “Noi aiutiamo e consoliamo. E a volte otteniamo buoni risultati. Non per niente siamo Angeli!”
Lamp, da Medjugorje alla Stazione di Cadorna
“Ho scelto come nick il nome Lamp perché è una parola che in inglese significa lampada. E voglio essere proprio questo: una piccola luce che illumina il buio”.
A parlare è Giancarlo Fumagalli, 57 anni, City Angel di Milano dal febbraio 2007. Lamp è un uomo di profonda fede: “Ho avuto la chiamata ad entrare nei City Angels dopo il mio primo pellegrinaggio a Medjugorje – dice. – La prima serata del corso di formazione, quello che si fa per entrare in Associazione, ho conosciuto Buba: un vero angelo della carità, anche lui uomo di grande fede. Buba è poi diventato il mio Caposquadra. E mi ha spiegato come trattare i nostri senzatetto con grande amore, da fratelli”.
Lamp diventa Caposquadra a fine 2009. “Da allora cerco di trasmettere questi valori alla mia squadra, e nel contempo io imparo da loro” sorride.
Da anni, ogni primavera, Lamp organizza un pellegrinaggio a Medjugorje. “Vado con una decina di Angeli, in divisa, a pregare sul monte dove è apparsa la Madonna. E’ un’esperienza che ti cambia la vita” dice.
Episodi particolari da raccontare?
“Molti, ci potrei scrivere un libro – sospira. – Ma ne voglio citare uno: quello di Roberto. E’ un 68enne italiano che dorme nella stazione di Cadorna. Ha problemi motori alle gambe, dovuti a un investimento in strada. Colpito da un’infezione agli arti inferiori, ogni giovedì sera lo disinfettiamo, laviamo, puliamo, e lo rivestiamo con abiti puliti. E più volte, quando stava male, lo abbiamo fatto ricoverare in ospedale”.
Lamp si accommiata da noi, per andare in servizio, citando Madre Teresa di Calcutta: “Quello che facciamo è una goccia nell’oceano. Ma se non lo facessimo, il mare sarebbe un po’ più vuoto”.
Luigi Agarossi “Koala”, Coordinatore di Milano, descrive così Lamp: “Volontario di lungo corso, Caposquadra di livello, ha sempre saputo interpretare il suo ruolo con senso di responsabilità condividendo senza riserve e con convinzione i principi e gli ideali dell’Associazione.
Dotato di profondo senso di solidarietà e di spirito di carità si applica in misura esemplare oltre l’orario di turno occupandosi amorevolmente dell’igiene personale di un senzatetto che vive nell’abbandono più totale non curante dell’inevitabile disgusto che questo comporta. Lamp è, per l’Associazione, un Volontario di valore e di esempio”.
Vichingo, il gigante buono
Daniele Brahimi, 42 anni, ha scelto come nick Vichingo. E in effetti, benché di origine albanese, sembra un guerriero nordico: alto, forte, con la barba lunga. La sua fisicità può incutere timore e soggezione. Ma Vichingo è un pezzo di pane. Un vero Angelo. “Sono nato a Milano, vivo a Milano da sempre e ho sempre girato per la città per divertimento e per lavoro. Ma quattro anni fa ho provato il desiderio di rendermi utile alla mia Milano, e ho capito che potevo farlo nei City Angels, quei volontari di strada che avevo giro sin da ragazzino” dice. Da teenager non si sentiva ancora pronto; alla soglia dei 40 anni ha preso la sua decisione. E ora esce con la squadra del lunedì sera, “una squadra bella unita e affiatata” dice.
Vichingo è stato nominato ViceCaposquadra nel dicembre 2018: “Un compito di responsabilità, ma molto gratificante” dice. Un episodio di cui vuole parlare è accaduto qualche settimana fa. Alla fine del suo servizio, il lunedì sera, stava raggiungendo con un compagno di squadra l’auto per tornare a casa, quand’ecco che un senzatetto alticcio e infortunato a un braccio cerca di venire verso di loro. “Voleva chiederci del cibo, ma barcollava, ed è caduto in mezzo alla strada. In un viale dove le auto sfrecciano ad alta velocità” ricorda Vichingo. Lui e il suo compagno di squadra si precipitano tra le auto, a tirarlo su e a spostarlo da quel posto così pericoloso, per farlo sedere su una panchina. Gli danno del cibo, lo tranquillizzano e gli dicono dove farsi curare il braccio. Luigi Agarossi “Koala”, Coordinatore di Milano, elogia Vichingo: “Serio, motivato, disciplinato, e uno degli Angeli più presenti in tutti i servizi di cortesia!”
Ariel, l’Angelo delle due ragazze che si amano
Ilaria Rosselli “Ariel”, 52 anni, è entrata nei City Angels di Roma nel 2015. “Questi quasi cinque anni di strada mi hanno dato tanto e mi hanno reso un essere umano migliore – dice. – Conoscere da vicino la sofferenza, la solitudine, l’abbandono, il bisogno mi aiuta a rimettere nella giusta proporzione i miei problemi personali. Mi sembravano grandi… ma ora, alla luce dei problemi di altri, non mi sembrano più così enormi!”
Un episodio che Ariel racconta con particolare emozione è quello di due ragazze di 19 anni, Stella e Chiara, amiche e amanti. E, in quanto lesbiche, rifiutate dalle loro famiglie.
“Le abbiamo incrociate per caso alla stazione Termini una sera di ottobre, rintanate nell’angolo più malfamato della stazione – ricorda Ariel, commossa. – Erano frastornate, avevano con loro solo pochi effetti personali. Stella era, per giunta, malata di tumore. Aveva perso capelli e sopracciglia per la chemioterapia, era rannicchiata e spaventata, nell’angolino. Ci hanno subito chiesto dove poter andare a dormire.
Ci hanno quindi raccontato la loro drammatica storia, con dettagli sconcertanti di omofobia e intolleranza da parte delle loro famiglie e dell’ambiente in cui vivevano. Erano due ragazzine senza punti di riferimento, con una di loro che stava male per il cancro… non potevamo assolutamente lasciarle lì, in stazione, in balia di chiunque”.
Ariel e la sua squadra di Angeli telefonano alla Sala operativa sociale del Comune di Roma per cercare di trovare una sistemazione d’emergenza per le due ragazze. Ma senza risultato. Altre telefonate: tutte inutili. Dopo molte chiamate ad alberghi e pensioni gli Angeli trovano l’ultima stanza libera in un bed and breakfast nei pressi della stazione, le accompagnano lì e pagano il pernottamento per loro.
L’indomani mattina Ariel e Bebba, la Coordinatrice, sono attive da subito per aiutare Stella e Chiara. E grazie al loro contatto con il Gay Center accompagnano le due ragazze in una struttura protetta, dove si trovano anche oggi.
“Stella sta ricevendo cure mediche ed entrambe hanno un ottimo supporto psicologico, ma sia lei che Chiara stanno molto soffrendo perché si sentono rifiutate dalle loro famiglie. Quello che stiamo cercando di fare è spiegare ai loro genitori che le figlie vanno rispettate e amate comunque, chiunque esse amino” dice Ariel.
Roberta Corrias “Bebba”, la giovane Coordinatrice dei City Angels di Roma, è orgogliosa di Ariel: “Mi ha aiutato ad aiutare Stella e Chiara, ed è sempre in prima linea quando c’è da soccorrere qualcuno!” esclama, soddisfatta.
Falco, che ha aiutato la mamma e la nonnina
Natalino Pastore “Falco”, 55 anni, è arrivato nella grande famiglia dei City Angels nel settembre 2017. Ricorda ancora con emozione quei momenti: “Ho conosciuto i City Angels grazie al mio caro amico Max Striglia, in occasione di un evento benefico organizzato dalla sua associazione, Polis Cultura. Non conoscevo gli Angeli, ne avevo solo sentito parlare. Incontrare il Fondatore, Mario Furlan “Stone”, e la Coordinatrice di Torino di allora, Cloud, è stata una scarica di adrenalina: percepivo che erano anime speciali. Raccontarono la loro opera umanitaria per i senzatetto. Guardai nel mio piatto, e provai una tristezza infinita nel realizzare che tante persone nella mia città non potevano godere di quella abbondanza.
Era una sera di luglio 2017. Un momento di consapevolezza… poi più nulla, fino a settembre. Quando l’amico Max mi disse che Mario cercava una persona seria e affidabile cui affidare un importante servizio di prevenzione e sicurezza rivolto agli studenti. Si trattava di essere presente tutti i giorni sul bus 69, dove gruppi di ragazzi rom davano fastidio ai passeggeri.
Era un momento difficile per me. Capii che sarebbe stata l’occasione per dare una svolta alla mia vita. E accettai.
Il servizio era impegnativo. Lo facevo con un altro volontario, Rambo. In due tenevamo a bada gruppi di ragazzi scalmanati. Non è stato facile, ma attraverso il dialogo, e un comportamento assertivo, ce l’abbiamo fatta. Tant’è vero che questo è il terzo anno che il Sindaco di Borgaro Torinese ci rinnova la convenzione.
Avevo iniziato la mia attività nei City Angels per provare questa nuova esperienza su quello che veniva chiamato “l’autobus della paura”, e poco per volta mi sono innamorato dell’Associazione e dei suoi valori. E il 20 maggio 2018, dopo il corso di formazione, sono diventato un Angelo a tutti gli effetti. Stone mi ha nominato City Angel alla presenza della Sindaca di Torino, Chiara Appendino.”
Oggi Falco è Responsabile operativo. “Mi trovo benissimo sia con il nuovo Coordinatore, Melchiorre Giammona “Geronimo”, che con la ViceCoordinatrice, la straordinaria Sharky” dice. Ricorda tante belle esperienze sulla strada. E una, in particolare: quella che ha donato il sorriso ad una mamma disperata e ad una nonnina di 78 anni.
“La mamma era una senzatetto con il dolore negli occhi, che se ne stava sola soletta in una delle più belle piazze di Torino. In un angolino nascosto, come a non voler infastidire nessuno. Era malata, e quasi auspicava la morte. Ma prima, ci sussurrava, voleva rivedere la figlia, che non vedeva da anni. Sharky ed io l’abbiamo seguita in modo particolare, cercando di realizzare il suo sogno. A settembre di quest’anno, dopo aver perorato la sua causa con le assistenti sociali del Comune, ce l’abbiamo fatta: questa mamma riesce, finalmente, a riabbracciare sua figlia! Ricordo ancora la data: il 24 settembre.”
L’altra esperienza particolarmente significativa di Falco è quella che riguarda una famiglia di clochard. “Una sera – racconta – scorgiamo su una panchina tre persone infagottate: sono un uomo cinquantenne, la sua compagna e accanto a loro, avvolta in uno scialle, un’anziana di 78 anni. La più malconcia è lei: ha le gambe fasciate, ma si intravvedono ferite infette. Offriamo thè caldo e cibo. Cerchiamo di intavolare un dialogo, ma a parlare è solo l’uomo. Ci racconta che vivono di stenti, e che l’unico reddito è la pensione di sua suocera, questa nonnina che ci guarda con i suoi occhi azzurri teneri e disarmanti, e che mi ricorda mia madre.
Dopo aver seguito la trafila burocratica e avere sollecitato le strutture d’accoglienza, riusciamo finalmente a trovare un dormitorio femminile per le due donne. Mentre l’uomo va in un altro centro. Dopo due settimane in dormitorio siamo passati a trovare le due donne, che per fortuna sono state prese in carico da una struttura che le ospita h24. L’uomo, invece, vive ora da parenti.”
Geronimo, il Coordinatore di Torino, è orgoglioso di Falco: “Un volontario – dice – cui non sfugge nulla. Che ha molta empatia, molto buon senso e un grande cuore!”
Rudy salva un senzatetto dal suicidio
Marcello Esposito “Ranger”, 41 anni, è volontario dal 2011. Ed è un Angelo particolarmente bravo nel sedare le risse.
Ha iniziato qualche anno fa, dividendo due nigeriane fuori di sé che si stavano graffiando e sfregiando. Le ha separate, evitando che si picchiassero, fino all’arrivo della polizia.
Ogni mercoledì si fa distribuzione di vestiti presso la sede dei City Angels di Novara. Capita che, per futilissimi motivi, gli animi si scaldino e si scatenino risse: Ranger è il volontario che riesce a sistemare tutto. Qualche giorno fa una donna in stato di forte alterazione, probabilmente sotto l’effetto di droghe, ha iniziato a dare in escandescenze, gridando e minacciando i presenti e cercando di mettere le mani addosso a un marocchino: Ranger si è avvicinato insieme con la Coordinatrice, le ha parlato e l’ha calmata.
“Ranger sa benissimo come e quando intervenire – spiega Tommasa Perdicchia “Luna”, la sua Coordinatrice. – Sappiamo che, da regolamento, tendiamo a non intervenire quando dei balordi si stanno picchiando tra di loro, senza prendersela con un innocente. Ranger ha sempre agito per il meglio, e non ci sono mai stati problemi di nessun tipo”.
E Ranger aggiunge: “Grazie ai miei anni nei City Angels ho acquisito la capacità di mantenere la calma anche in situazioni difficili. Sono diventato un uomo migliore, più pacato e controllato… grazie!”









