Kermit, la lezione dell’umiltà

Marzia Stroppa “Masha”, 40 anni, è una City Angel da quattro anni. “In questo tempo ho imparato ad accogliere tutti, sospendendo il giudizio. Come dice il Vangelo, non giudicate per non essere giudicati!”, proclama.
Un senzatetto che le ha toccato il cuore è Carlo, un sessantenne diventato molto amico dei City Angels di Bergamo. “Dopo la prima ondata pandemica, nell’estate 2020 le sue condizioni di salute sono peggiorante – ricorda Masha. – Camminava poco e a fatica, era pieno di acciacchi. E’ stato ricoverato per molto tempo in un ospedale cittadino, dove sono riuscita a vederlo poco a causa delle restrizioni dovute al Covid”.
Poi Carlo viene trasferito in una Rsa (residenza sanitaria) fuori città, e qui la fortuna ha voluto che Masha conoscesse u

L’umiltà è una delle doti più importanti di un buon City Angel. E Stefano Borroni “Kermit”, 37 anni, la incarna in pieno.
Era entrato nei City Angels nel 2014 ed era uscito dall’Associazione dopo quattro anni per motivi personali. In questi quattro anni era sempre rimasto Angelo semplice. “Credevo nei City Angels, mi impegnavo, ma mi sono reso conto che dovevo ancora maturare” dice.
Nel febbraio 2019 rientra. Ovviamente ripartendo da zero. Con una carica ed una determinazione straordinarie. E con una nuova maturità e consapevolezza. Al punto che nel dicembre 2020 viene promosso a ViceCaposquadra.
Ricopre il suo ruolo con grande serietà, e da qualche mese gestisce la pagina Instagram della sezione di Monza” dice Silvia Mantegazza “Sky”, Coordinatrice monzese. Che aggiunge: “Kermit è sempre disponibile e  la sua umiltà è il suo punto di forza: è un uomo forte, per questo capace di mettersi in discussione”.

Kermit dice che “per me essere un City Angel significa assistere il prossimo e capirne i problemi. I miei compagni Angeli sono tra le persone più belle che ho incontrato nella vita, e tra gli amici che più porto nel cuore c’è Aziz, un senzatetto marocchino. Ormai siamo fratelli, ci vogliamo un gran bene e penso spesso a lui, così come lui pensa spesso a me!

Manny, l’Angelo animalista, e Mohamed, l’Angelo indiano

Marzia Stroppa “Masha”, 40 anni, è una City Angel da quattro anni. “In questo tempo ho imparato ad accogliere tutti, sospendendo il giudizio. Come dice il Vangelo, non giudicate per non essere giudicati!”, proclama.
Un senzatetto che le ha toccato il cuore è Carlo, un sessantenne diventato molto amico dei City Angels di Bergamo. “Dopo la prima ondata pandemica, nell’estate 2020 le sue condizioni di salute sono peggiorante – ricorda Masha. – Camminava poco e a fatica, era pieno di acciacchi. E’ stato ricoverato per molto tempo in un ospedale cittadino, dove sManola Silvestri “Manny”, 41 anni, e Alim Abdul, 33 anni, sono due Angeli speciali della sezione di Roma. Per due motivi diversi, entrambi encomiabili.
Manny è stata Vicecaposquadra fino al dicembre 2019. Ha dovuto lasciare l’Associazione per motivi personali ed è rientrata dopo un anno. Ovviamente come ausiliaria.
Manny è una fervente animalista. Da sempre aiuta gli animali abbandonati che trova sulla strada: li rifocilla, a volte se li porta a casa. Anche come Angelo li aiuta: durante i servizi serali porta loro da mangiare, li coccola, li medica. Per un anno ha adottato, tenendoselo in casa, un cane trovatello malato. L’ha fato curare dal veterinario. E gli è stata vicina fino a quando, poche settimane fa, è morto tra le sue braccia.
“Chi ama gli uomini ama anche gli animali: è questione di cuore” dice, giustamente.
L’altro Angelo degno di nota è un ausiliario indiano, Mohamed. Aiutato dai City Angels nella primavera 2020, quando il lockdown era particolarmente rigido, ha voluto ricambiare diventando un volontario. E si fa in quattro per aiutare i senzatetto. Li porta a tagliarsi i capelli, pagando la spesa; dona loro abiti nuovi; e talvolta li invita pure a cena. Naturalmente lo fa con quelli affidabili, che non causerebbero problemi né al parrucchiere, né al ristoratore.
“Da immigrato sono molto grato all’Italia che mi ha accolto, e ora sono felice di aiutare clochard italiani e stranieri, tutti allo stesso modo” dice, felice.
Tanto Manny quanto Mohamed faranno il corso di formazione per diventare City Angels il prossimo luglio. In bocca al lupo! E Manny, animalista, risponde “Viva il lupo!”
Roberta Corrias “Bebba”, Coordinatrice di Roma, dice che “Manny e Mohamed sono due anime buone, che aiutano chi ha bisogno. E non importa se chi ha bisogno ha due o quattro zampe… l’importante è aiutare!”

Singer, il cantante che ha evitato il peggio

Paolo Zani, 50 anni, ha scelto come nick Singer perché è un cantante amatoriale. Angelo della prima ora della sezione di Voghera, si è subito distinto per il suo entusiasmo, la sua disciplina e il suo grande rigore.
“L’esperienza nei City Angels mi ha molto arricchito, perché ho potuto toccare con mano una realtà di cui avevo soltanto sentito parlare” dice, confermando le parole di tantissimi Angeli. Che nel momento in cui entrano nella nostra Associazione scoprono un mondo a loro prima sconosciuto. Anche per quanto riguarda la criminalità: “Infatti ho incontrato anche persone poco raccomandabili e ho conosciuto zone degradate, dove la gente ha paura ad andare” sottolinea. E aggiunge:  “Da Angelo vieni in contatto con persone bisognose: senzatetto e poveri, ai quali diamo alimenti, abiti, coperte. E quando vedo queste situazioni mi dico che ognuno di noi si dovrebbe fare un bagno di umiltà e rendersi conto di quanto siamo fortunati. Bellissimo quando mi sento dire dagli utenti che a volte hanno più gioia nel parlare con noi che nel ricevere cibo o vestiti: segno che sanno che siamo loro amici!”

Prosegue Singer: “Dall’inizio dell’anno, grazie alla fiducia del mio Coordinatore GG, ho avuto la possibilità di fare, da Angelo semplice, il Caposquadra. E in una recente serata ho vissuto la mia prima esperienza “forte”. Con la mia squadra sono intervenuto, presso la stazione, a calmare delle persone alterate – tre ragazzini e una donna già conosciuta dalla Polizia – che hanno cominciato a litigare. Mi sono avvicinato insieme al partner con cautela, cercando di parlare con tranquillità e di farli ragionare. Ho cercato di evitare che venissero alle mani, ma la situazione non migliorava. Allora ho detto allo scudo di chiamare le forze dell’ordine, e nel frattempo ho compreso che a uno dei tre ragazzini potevo parlare. Allora gli ho chiesto di portare via le sue amiche per evitare il peggio. Infatti alla fine sono riuscito ad allontanare tutti.
Nel frattempo è arrivata la Polizia che aveva già fermato la donna, e anche i Carabinieri. Abbiamo spiegato cos’era successo alle Forze dell’Ordine, e ci hanno ringraziato per il supporto che diamo loro!”

Ambrogio Deberti “Gg”, Coordinatore di Voghera, non ha che parole d’elogio per Singer: “E’ un volontario molto disciplinato, responsabile e premuroso. Per tutto l’inverno gli ho fatto guidare una squadra, benché sia un Angelo semplice: perché ho fiducia in lui, so che può crescere. Infatti tutti gli Angeli usciti con lui si sono sempre trovati benissimo!”

Kino, che è diventato padre di un orfano africano

Marzia Stroppa “Masha”, 40 anni, è una City Angel da quattro anni. “In questo tempo ho imparato ad accogliere tutti, sospendendo il giudizio. Come dice il Vangelo, non giudicate per non essere giudicati!”, proclama.
Un senzatetto che le ha toccato il cuore è Carlo, un sessantenne diventato molto amico dei City Angels di Bergamo. “Dopo la prima ondata pandemica, nell’estate 2020 le sue condizioni di salute sono peggiorante – ricorda Masha. – Camminava poco e a fatica, era pieno di acciacchi. E’ stato ricoverato per molto tempo in un ospedale cittadino, dove sono riuscita a vederlo poco a causa delle restrizioni dovute al Covid”.
Poi Carlo viene trasferito in una Rsa (residenza sanitaria) fuori città, e qui la fortuna ha voluto che Masha conoscesse un’infermiera che lo accudiva. Così Masha riesce ad andarlo a trovare regolarmente, tenendogli su il morale e Marco Ferrari “Kino”, 54 anni, è un City Angel dall’ottobre 2019. Sempre sorridente e gioviale, è pronto a ridere e scherzare con i senzatetto che aiutiamo. Diventa loro amico. Ed è diventato l’amico del cuore di uno di loro: Alex, un clochard ghanese, che gli Angeli di Brescia aiutano da molti anni.
Negli ultimi mesi Alex non stava bene. Si sentiva stanco, al punto da non riuscire più a camminare. Ricorda Diego De Franceschi “Dream”, Coordinatore di Brescia: “La sera, quando lo trovavamo nel piazzale della stazione, dovevamo prenderlo sottobraccio e accompagnarlo fino al suo giaciglio per la notte”.
Oltre ad avere bisogno di assistenza sanitaria, Alex necessitava di aiuto per mantenere il giovane figlio che vive in Africa. Sin dalla prima sera in cui l’ha conosciuto, Kino si è preso a cuore la sorte di Alex. E’ diventato il suo migliore amico. Lo incontrava spesso, anche fuori servizio. E ha Natale ha inviato al figlio Christian una somma di denaro, per aiutarlo negli studi.
“Noi Angeli di Brescia ci stavamo impegnando in un progetto per trovare i soldi per rimpatriare Alex, quando, subito dopo Natale, Alex si è sentito male” dice Dream. Per fortuna i City Angels erano nelle vicinanze. Quella sera, sorte o provvidenza, era in servizio anche Kino. Gli Angeli, resisi conto della situazione, hanno chiamato l’ambulanza. Alex è stato portato d’urgenza in ospedale. E poi spostato in rianimazione. E Kino è andato ogni giorno a trovarlo, e a parlare con il suo medico: era l’unica persona che il clochard avesse al suo fianco.
Purtroppo le condizioni di salute di Alex si sono aggravate, giorno dopo giorno. E il 5 gennaio l’ospedale ha chiamato d’urgenza Kino per dare l’ultimo saluto al suo amico. I medici gli hanno consegnato tutti i suoi effetti personali. E I City Angels hanno chiesto al Comune di Brescia di organizzare i funerali.
Sono stati celebrati dal Vescovo. Ed è stata una cerimonia commovente. Insieme con sua moglie Luna, anch’essa una City Angel, Kino ha cercato prima di prendere in affido il figlio di Alex, orfano di madre oltre che di padre. Non potendo farlo, ha deciso di mantenerlo a distanza. E di tenere stretti contatti con lui. Come se fosse lui suo padre.
Per aiutare il ragazzino, Kino ha organizzato una raccolta alimentare, coinvolgendo i negozi del suo paese e di quelli vicini. In pochi giorni ha raccolto oltre 150 chili di prodotti. E li ha spediti in Ghana. Insieme con gli effetti personali di papà Alex.
Da allora, Kino si è impegnato a raccogliere ogni mese gli alimenti da spedire in Ghana.
“Christian ha perso suo padre, ma ne ha trovato una altro” dice Dream. Che si commuove: “Non dimenticherò mai la sera di quel martedì 17 dicembre, quando ho visto Alex prendere Alex sottobraccio e portarlo, quasi di peso, fino al suo giaciglio di strada. Mentre Alex ansimava, appoggiato ad una ringhiera, Kino gli preparava con amore il “letto”. E gli ha rimboccato le coperte”.
Alex aveva vissuto tanti anni in solitudine, sulle strade di Brescia. Nell’ultimo anno, grazie a Kino, non è più stato solo. E ora non lo è neppure suo figlio Christian.

Rino, l’Angelo del dormitorio

Marzia Stroppa “Masha”, 40 anni, è una City Angel da quattro anni. “In questo tempo ho imparato ad accogliere tutti, sospendendo il giudizio. Come dice il Vangelo, non giudicate per non essere giudicati!”, proclama.
Un senzatetto che le ha toccato il cuore è Carlo, un sessantenne diventato molto amico dei City Angels di Bergamo.

Questo è il secondo inverno consecutivo che i City Angels di Varese gestiscono un dormitorio per una decina di senzatetto.
E’ un impegno gravoso: non è facile avere a che fare con persone che spesso hanno problemi psicologici. Per fortuna tra gli Angeli varesini c’è Cesare Tavoletta “Rino”, 40 anni, che è presente quasi ogni giorno nel dormitorio.
“E’ sempre disponibile, non solo di sera e di notte ma anche di giorno, sia nel centro d’accoglienza che se serve fare la spola con il Comune” dice Andrea Menegotto “Tiger”, il suo Coordinatore. Che aggiunge: “E’ un volontario con una estrema disponibilità e affabilità verso tutti, e in particolare verso gli emarginati e i più deboli. I nostri ospiti lo adorano! Pensa che, a volte, non vogliono andare a fare la doccia se lui non li accompagna!”

Rino è entrato nei City Angels a marzo ed è Angelo semplice. “Ho conosciuto la realtà dei City Angels grazie ai miei anni passati a lavorare presso un’associazione che si occupa di persone in grave stato di emarginazione – racconta. E aggiunge: “Mi ha molto attratto il fatto che i City Angels si occupino anche di sicurezza e non soltanto di solidarietà, come fanno le altre associazioni”. E conclude con un sorriso: “Ogni minuto passato ad aiutare chi è solo e in difficoltà non è mai un minuto perso, ma guadagnato. E posso garantire che fare qualcosa per gli altri ci rende felici e migliori”.

Wolf, l’Angelo presente 6 giorni su 7

Andrea Bianchi Schirru “Wolf”, 40 anni, è il Responsabile operativo della nostra sezione svizzera di Chiasso.
Chiasso è alla frontiera con l’Italia. E uno dei tanti servizi che gli Angeli locali svolgono consiste nell’affiancare la polizia di frontiera nei controlli. Ma poi ci sono i servizi in stazione, sui mezzi pubblici, davanti alle scuole, antiCovid… I City Angels di Chiasso sono operativi ben 7 giorni su 7. E Wolf è il volontario più presente di tutti: addirittura 6 giorni su 7, un record!
“Mi ricordo ancora la data in cui sono entrato nei City Angels: era l’8 febbraio 2019 – dice Wolf. – L’11 marzo di quell’anno, a Torino, ho superato l’esame e sono diventato Angelo. In questi due anni, grazie al volontariato di strada, sono maturato molto e ho conosciuto realtà di cui ignorato l’esistenza.
In Svizzera i senzatetto sono pochi, e arrivano dall’Italia; li aiutiamo, dando loro un pasto, una coperta e vestiti.  Ma anche con pochi clochard svolgiamo comunque un’importante attività sociale, oltre che di sicurezza: doniamo aiuto e calore umano agli anziani e ai disabili, aiutandoli nella loro vita quotidiana e dialogando con loro. Ma, soprattutto, ascoltandoli”.
Prosegue Wolf: “Il fatto che Chiasso sia città di frontiera fa sì che ci siano più problemi di ordine pubblico che in tante altre città svizzere. Siamo più volte intervenuti in risse, spesso scatenate dall’alcool e dalle droghe; e ci capita di fermare teppisti dediti a vandalismi”.
Durante la prima ondata del Covid, in primavera, Wolf ha organizzato i volontari per portare la spesa a casa delle persone più anziane e più fragili. Ora, durante la seconda ondata, le autorità locali hanno chiesto ai City Angels di aiutarle a far rispettare le regole. Quindi gli Angeli controllano, soprattutto sui bus, che i cittadini circolino con la mascherina e che non si formino assembramenti. “Siamo orgogliosi che le autorità ci apprezzino e ci diano fiducia; questo mi aiuta anche ad avere più fiducia in me stesso, come Angelo e come persona” chiosa Wolf. E Rubens Dal Fuoco “Ares”, Coordinatore di Chiasso, lo elogia: “Wolf è bravissimo nell’organizzare i servizi, ed è un esempio per tutti i volontari per il suo impegno così serio e assiduo e il suo sorriso, che non manca mai. Quando gli dico che fa troppo, e che dovrebbe pensare anche alla sua vita privata, mi risponde che c’è da fare. Che vuole dare il suo contributo, e che si riposerà più avanti. Che dire… è infaticabile!”

Bradi, l’Angelo del lockdown

Angela Lo Russo “Bradi”, 49 anni, non è stata scelta come Angelo del mese per aver fatto qualcosa di particolare. Ma per il suo impegno costante nei City Angels, che non si ferma nei periodi di lockdown.

E’ entrata in Associazione esattamente due anni fa. E ci dice, commossa: “La cosa che mi rende più orgogliosa è il fatto di aver istaurato un bel rapporto con gli utenti, e di essere stata sempre al loro fianco e operativa nonostante la pandemia. D’inverno gestiamo un dormitorio per clochard, qui a Monza. E quando alla fine del periodo di apertura ci siamo salutati con le lacrime agli occhi ho pensato che qualcosa di buono l’ho lasciato”.

“ In particolare – aggiunge commossa – ho stabilito un rapporto molto stretto con due ragazze molto giovani che vivono in strada.  Ogni volta che le rivedo mi vogliono abbracciare… e devo spiegare che adesso, con il Covid, non si può!”.

Adesso che siamo ancora in lockdown, Bradi è ancora più presente del solito. “Perché è proprio in periodi così che dobbiamo essere in prima linea!” esclama, giustamente.

Silvia Mantegazza “Sky”, Coordinatrice di Monza, loda Bradi: “E’ sempre presente, e sempre sorridente!”

Umby, l’Angelo orfano che ospita a casa i senzatetto

I City Angels aiutano i senzatetto. Sulla strada, e nei centri d’accoglienza. Ma sono rari gli Angeli che li ospitano a casa loro. Luigi Rondani “Umby”, 39 anni, è tra questi pochi volontari che si prendono la briga di portarsi il clochard a casa. E di trattarlo come un fratello.
Umby è nato a San José, la capitale del Costarica. Orfano. Ha trascorso i primi anni di vita in un orfanatrofio. Ricorda con dolore quegli anni: “Quando le coppie venivano a prendere un bambino da adottare, pregavo sempre che fossi io. E quando se ne tornavano a casa con un altro piangevo a dirotto: cosa c’è in me che non va, perché non mi vogliono?, mi chiedevo disperato”.

Infine lo adotta una coppia italiana. Che gli trasmette il suo cognome, Rondani, e lo porta a Parma. Dove lavora come guardia giurata. Durante il lockdown perde il lavoro. E decide di utilizzare bene il suo tempo: aiutando i più deboli. Entra nei City Angels, come ausiliario. E si prodiga, insieme con gli altri Angeli, per aiutare i clochard che nei mesi più drammatici della pandemia rimangono, soli e abbandonati, sulla strada.
“In quei mesi terribili ho aiutato diverse persone sole, portando a casa la spesa e tutto ciò di cui avevano bisogno – ricorda. – Inoltre mi sono adoperato, gratuitamente, per approntare strutture anticontagio per i commercianti e fornivo mascherine lavabili a chiunque ne fosse sprovvisto: allora le mascherine erano irreperibili”.

Tra i clochard che Umby incontra c’è Franco Artoni, un uomo di mezza età. Mangiava una volta al giorno grazie al sacchetto alimentare che gli veniva fornito dai City Angels o da altre associazioni. E dormiva per strada, vicino alla stazione.
“Nonostante l’aspetto gravemente trascurato, causato dalla sua condizione di senza tetto e dall’abuso di alcool, ho notato in lui un carattere mite e pieno di tristezza che mi ha colpito – dice Umby. – Dopo aver saputo i suoi problemi e le sue delusioni, ho deciso di aiutarlo a riprendersi e a ritrovare la dignità. Così mi sono dato fare per farlo ricoverare nel centro di disintossicazione presso la casa di cura “Citta di Parma”. Durante le visite che gli facevo in quel periodo, di volta in volta mi confermava la ferma intenzione a risolvere i suoi problemi. E così è stato. Mi ha dato un’enorme gioia! Quando è uscito dal ricovero si è presentato il problema di trovargli una soluzione abitativa. Non abbiamo trovato niente, così gli ho messo a disposizione un locale nella mia casa. Successivamente, la Caritas lo ha accolto nel dormitorio comunale dove tutt’ora si trova”.
Ma questa commovente storia di solidarietà non è finita: Franco, colpito da tanto amore, ha nel frattempo deciso di abbracciare lui stesso gli ideali umanitari dei City Angels. Ed insieme con Umby ha frequentato, ai primi di settembre, il corso di formazione per diventare volontario, assumendo il nick di Cico.

E’ luglio quando Cico lascia la casa di Umby per andare nel ricovero della Caritas. Ed ai primi di agosto un amico di Umby gli segnala di avere notato, da diverso tempo,  una persona anziana che dormiva su una panchina in una via vicino alla sua casa.
E’ così che Umby conosce il senzatetto Gilberto: 84 anni, vedovo, senza residenza ma originario di Parma. Rimasto solo, ha deciso di ritornare nella sua città. Ma non essendo residente non ha diritto ad alcun aiuto dagli enti preposti. “A quel punto non potevo far altro che ospitarlo in casa, come avevo fatto con Franco” dice Umby. Che lo terrà in casa fino a quando non sarà possibile superare gli intoppi burocratici. E dare, finalmente, una sistemazione decente a un uomo così fragile e bisognoso.

Giancarlo Ruberti “Black”, Coordinatore di Parma, è a dir poco entusiasta di Umby. “Era un angelo prima ancora di entrare nei City Angels – dice, commosso. E aggiunge: “Grazie a lui abbiamo con noi anche un’altra bellissima persona: Cico. E’ la prima volta che accettiamo un senzatetto tra le nostre fila: la regola è che non puoi aiutare gli altri fino a quando non hai risolto i tuoi problemi. Ma Cico è speciale. Come Umby. Benché non abbia una casa sua, pensa prima agli altri che a se stesso. Ed è sempre dolce, solare, sereno. Proprio come Umby!”

BIC e i due balordi

La sezione di Voghera è l’ultima nata tra le nostre sedi: è stata inaugurata lo scorso luglio. Ma gli Angeli vogheresi già si stanno facendo apprezzare dai cittadini, che chiedono la loro presenza in vari quartieri della città.
A Voghera siamo partiti con tre Angeli effettivi: il Coordinatore, Ambrogio De Berti “Gg”; e due volontari che hanno seguito il corso a Bergamo a fine luglio: Bic e Igno.
Bic, autista di autobus e accompagnatore turistico in pensione, è “una persona estremamente disciplinata e ligia al dovere – si compiace Gg. – Tant’è vero che mi affianca sempre nei colloqui con i nuovi candidati. Inoltre, all’inizio di ogni uscita, ricorda brevemente ai nostri volontari quali sono i loro compiti. E’ un Angelo prezioso, e per questo sono felice che il 6 settembre, a Parma, sia stato promosso da Stone ViceCaposquadra insieme con Igno, ispettore di Polizia in pensione!”
Bic si è distinto per il suo coraggio e la sua prontezza d’animo giovedì scorso. Gli Angeli di Voghera stavano facendo il loro consueto servizio serale, divisi in due squadre. In quella guidata da Gg c’erano Bic e l’ausiliario Singer.
A un certo punto i tre sentono delle grida. Arrivano di corsa e vedono che, fuori da un ristorante con i tavolini all’aperto, affollati di clienti, c’erano due balordi ubriachi che si stavano azzuffando. I clienti erano terrorizzati, i gestori del ristorante avevano chiamato la Polizia ma nel frattempo non sapevano cosa fare. I nostri tre Angeli arrivano e si interpongono tra i due facinorosi. Bic, in particolare, riesce – senza intervento fisico, ma con la forza della persuasione e dell’assertività – ad allontanare il più esagitato. Mentre Gg e Singer tengono a bada l’altro balordo, che si ritrova pertanto senza nessuno con cui discutere.
All’arrivo della Polizia Municipale la situazione era completamente risolta. Il giorno dopo il ristoratore e l’Associazione commercianti hanno voluto ufficialmente ringraziare i City Angels per il loro intervento risolutore.